lundi 12 septembre 2022

 

Le Figlie di Maria Ausiliatrice

Allorché me ne venni ad abitare in RdP, mia figlia per alcuni annetti si impegnò ad insegnare il catechismo nella neo-nata Missione di Maria Ausiliatrice; naturalmente era in diretto contatto con le suore che ancora adesso si dedicano all’educazione dei giovani della parrocchia. Ricordo molto bene della stima che aveva per loro e per l’operato che svolgevano in favore della gioventù; delle suore di allora ricordo anch’io la dinamica suor Francine che dirigeva, fra l’altro, anche la corale. Tra le tante opere di bene fatte da queste nostre caritatevoli Figlie di Maria ricordo una di cui sono stato testimone de visu del loro impegno e della loro buona volontà. Al tempo in questione dovevano preparare dei pacchi regalo da inviare in paesi poveri: e non si trattava di uno o due pacchetti, ma di svariate centinaia di unità. Sempre al tempo in questione lavoravo come magazziniere nella JPMetal, una ditta benefattrice della nostra Missione così come ho già accennato in qualche mio precedente scritto; ebbene il proprietario della fabbrica mise a disposizione delle consorelle, per una intera settimana, lo spazio necessario e tutto l’occorrente richiesto per l’impacchettatura dei doni da spedire.

Ho messo spesso la mia «penna per l’italianità» al servizio della parrocchia, dei suoi parroci e del Centro Salesiano dei giovani, sito poco distante dalla chiesa; poiché domenica 18 settembre sotto l’auspicio del nuovo parroco padre Francesco Giordano e del suo assistente padre Mussie Zerai Yosief, si celebrerà il 150mo anniversario di fondazione dell’Ordine Figlie di Maria Ausiliatrice o delle Suore Salesiane, ho pensato bene di farvi conoscere qualcosa di utile a propostito di quest’Ordine religioso che tanto bene pratica anche nella nostra comunità rivierana. Prima che mi si venga a dire che non è farina del mio sacco vi confesso in tutta sincerità che per scrivere quanto segue sono andato a consultare la relativa Wikipedia su internet; anzi fatelo anche voi e vi aggiornerete su tante altre cose che qui ho tralasciato per via di spazio e di tempo.

Dopo aver fondato la Società Salesiana e dato vita ai molteplici Oratori per giovani ragazzi don Bosco, dietro invito di papa Pio IX, si impegnò ad estendere tale opera anche alle giovani fanciulle attraverso la fondazione di una congregazione religiosa femminile. E fu così che nel 1864 volse l’occhio all’Unione delle Figlie di Maria Immacolata, istituto nato nel 1854 grazie a don Domenico Pestarino. Di tutte quelle giovani «spose del Signore» il suo sguardo fu attratto da una in particolare: suor Maria Domenica Mazzarello a cui decise di affidare la fondazione della nuova congregazione femminile. La cerimonia di vestizione dell’Istituto ebbe luogo ad Acqui, in provincia di Alessandria, ufficiata dal vescovo Giuseppe Maria Sciadra nell’anno del Signore 1872, mentre l’approvazione diocesana delle Figlie di Maria Ausiliatrice veniva concessa nel 1876.

L’attuale madre generale di dette consorelle è l’italiana Chiara Cazzuola e le sue religiose si dedicano principalmente all’educazione della gioventù tramite convitti, oratori, asili, e scuole di ogni grado ed esclusivamente in lingua italiana. Statisticamente parlando nel mondo operano 14306 suore che hanno sede in 82 province religiose dislocate in 92 parti del mondo con 1455 comunità locali…di cui una anche presso la parrocchia Maria Ausiliatrice nella nostra ridente Rivière des Prairies.   

lundi 29 août 2022

         Uno su mille

        «Uno su mille ce la fa», queste parole e le corrispondenti note di una canzone di Gianni Morandi mi suonano spesso all’orechio e di tanto in tanto le canticchio pure sotto la doccia. Intanto, incredibile a dirsi, sono pure delle cifre che trovo bene indicate quale comune denominatore nel campo di un non ben conosciuto handicup cibernetico.

        Sì, proprio così: ormai navighiamo tutti via internet e ci interniamo impavidi nei meandri della digitazione on line, orgogliosi e fieri di noi stessi, nonché rispettosi e riconoscenti ai più moderni ritrovati della scienza. Ma se malcapitatamente il tuo vascello andasse a scontrarsi con imprevisti marosi in rete? Ve l’ho già detto in un mio precedente scritto che il mio computer, improvvisamente e misteriosamente, non è stato più in grado di leggere la mie cassette usb dove, ormai da tempo, registro e custodisco il mio patrimonio scritto. Lascio immaginare a voi il mio sconcerto al pensiero di aver perso , in un batter d’occhio, tutta la mia produzione letteraria, nonché qualche lavoretto fatto per conto di amici o associazioni paesane.

        Fortunatamente un amico tipografo mi si dice disposto a verificare l’accaduto e mi chiede di portargli il computer con le relative cassette usb in questione. Sempre fortunatamente ha un po’ di tempo libero e mette immediatamente le mani in pasta,  facendomi addirittura restare con lui perché non se ne passerà molto per verificare il tutto. E difatti dopo qualche oretta di prova e riprova e di tira e molla,  riporta la mia «biblioteca» on line, proprio come se non fosse successo nulla di grave. Fatto sta purtroppo che i signori di microsoft avevano apportato dei cambiamenti al sistema  e qualcosa non era stato ancora regolato a dovere…e a farne le spese mi ci ero trovato anch'io di mezzo!

        Il mio «salvagente»  è italiano e conosce anche lui la canzone del Morandi; parlando parlando gli faccio: «Hai visto mio caro Jonathan? In questi mari della navigazione internet tu appartieni a quei beati uno su mille che ce la fanno! Io intanto mi trovo tra quei 999 poveracci che, sfortunatamente, rischiano di  affondare!». Sempre sfortunatamente anche questi sono i rischi del progresso; e voi me li chiamate passi avanti quelli che l’umanità va facendo solo a utile di pochi e sempre a svantaggio di tanti?!

mardi 26 juillet 2022

    E se così fosse?

    Man mano che il progresso muove sempre passi più da gigante, parimenti l'uomo va sempre più illudendosi di essere un Padreterno e di potersi sostituire a Lui...magari anche per correggere le imperfezioni del creato, dato e non concesso che ce ne siano. Poiché l'uomo fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio dovrebbe essere tanto perfetto da non potersi immaginare meglio di così com'è; e appunto così dovrebbe mantenersi e conservarsi per essere ben riconoscibile quando nel giorno del giudizio finale si presenterà a Lui per essere destinato alla destra oppure alla sinistra.

    Intanto siamo in un'epoca in cui è tale e tanto il permessivismo che ognuno mette in discussione e questo e quello e tutto e tutti arrivando persino a volersi rifare "migliore" di  come fu fatto, senza rendersi conto che, così comportandosi, va disprezzando i disegni del Creatore. E si ricorre a palestre, lifting, silicone, rifacimenti plastici per "aggiornare" quegli stupendi lineamenti dentro cui fummo inquadrati per realmente identificarci nell'immagine di Dio: muscoli sviluppati, labbra ingrossate, seni rifatti, corpi dipinti, solo per apparire e mai per essere. E che dire di quei tanti pircing finanche sulla lingua e di quei mostruosi tatuaggi che soffocano la nostra pelle?

    Che ne sarà di noi, così conciati, in "dies ille"? Come ci fu assegnato un luogo in cui vivere in questo mondo terreno, così ci sarà riservato un posto in quello celeste: ma esattamente a noi così come Lui ci aveva abbozzati in "illo tempore" della creazione; di conseguenza così conciati rischiamo di non essere riconosciuti ed il posto riservatoci  non potrà più assegnarcelo perché il destinatario originale lo abbiamo diseredato...alterandolo a causa di un insensato capriccio di orgoglio o di vanagloria.


P.S. Scritto direttamente in rete a causa di un problema che rischia di mandare a monte tutte le cassette usb dove sono registrati tutti i miei scritti: la mia bacheca, in questo mondo di tanto progresso rischia di prendere fuoco e non penso sia a causa del mio handicup cibernetico...perché di punto in bianco il mio pc non me le apre più. Se qualcuno portebbe "imviarmi un salvagente" lo ringrazio di cuore; comunque il mio prossimo articolo che vergherò direttamente in on line tratterà appunto di questo argomento...seguitemi!



vendredi 1 juillet 2022

 Parco Ermanno La Riccia

Un’altra goccia di Mediterraneo azzurro è andata a scorrere nelle acque del San Lorenzo, proprio qui nella multietnica Montreal ed esattamente sulla strada Philias-Gagnon, all’angolo della strada Sagnay nei pressi di una lussuosa zona residenziale nell’italianissima cittadina di San Leonardo. Il 29 giugno 2022, infatti, è stato inaugurato un parco dedicato al nostro Ermanno La Riccia da me definito, a suo tempo, un esempio di vita emigrante e un maestro di italianità! Era già da tempo che l’idea aleggiava nell’aria ed ecco che finalmente il sogno è divenuto realtà allietando un altro angolo della Bella Provincia con il sereno sorriso di un italiano DOC; e la targa commemorativa dell’insigne connazionale è stata scoperta, guarda caso, a cavallo della festa nazionale del Quebec e quella del Canada, e per giunta in un parco dove anche tanti bimbi possono conoscerlo e tramandarne la memoria nel tempo!

Ermanno un simile riconoscimento se lo meritava proprio perché è stato uno di quegli italo emigranti che ha saputo vivere tra la sua gente in maniera semplice ed umile senza reclamare applausi o riconoscimenti di sorta; è stato quella solita goccia che scava la pietra non con la sua forza, ma con il suo lento cadere. Conoscete il PICAI, la CFMB, il COMITES? Sono solo alcuni di quegli Enti comunitari che anche Ermanno ha tenuto a battesimo solo perché Istituzioni ad utilità del popolo e non per interessi personali; è stato sempre al servizio della comunità senza mai servirsi di essa! E potrei anche fermarmi qui senza aggiungere altro; ma, prima di concludere, vorrei soffermarmi su qualche punto saliente della sua attività sociale.

Di professione ingegnere ha dedicato buona parte del suo tempo alla scrittura e allo spettacolo; ha scritto, infatti, tre romanzi ed alcune raccolte di poesie. Fondatore del Coro Alpino mise su una compagna teatrale che, su nel tempo, allietò tanti nostri fine settimana dopo sette giorni di duro lavoro…da bravi emigranti chi dimenticherà mai il mitico paesello di “Schiaccianocelle”? E che dire della sua religiosità? Fu uno strenuo “messaggero” di Sant’Antonio in lungo e in largo per il vasto Canada. Ci serviva proprio una testimonianza di lui in un quartiere di Montreal: grazie al Comune di San Leonardo per averci regalato il ricordo della sua sorridente serietà in un parco Cittadino!    

mercredi 15 juin 2022

             Nel frattempo       

Fu già nell’Eden che venero a crearsi due ideologie divergenti che ebbero come capostipiti Abele e Caino. Detto contrasto avrà un analogo riscontro anche alla fine dei tempi, nel giorno del Giudizio Universale allorché i buoni verranno riniti a destra e i cattivi verranno relegati a sinistra. Nel frattempo l’uomo resta sempre ad osservare  tutto ciò che accade inesorabilmente come da una finestra che da sul mondo. E, da lì affacciato, commenta l’avvicendarsi dei corsi e ricorsi storici oppure il ripetersi delle vicende umane, a volte in contrasto tra loro, con cui viene scritta quella storia che racconta sempre tutto senza mai insegnare niente. Nel frattempo mentre l’uomo cammina sulla facia della terra vive il terrore di quelle vicende che non dovrebbero mai ripetersi e che intanto ritornano alla ribalta con eccidi, genocidi, stermini di massa, foibe da insabbiare con salme umane, ecc. ecc.: orrori da brividi che degradano la stirpe umana solo perché ogni tanto arriva un IO  a sostituirsi a Dio!

Nel frattempo Egli è lì che aspetta tutti per giudicarci; e tutti saremo lì davanti a Lui per essere assolti o condannati. E tutti saremo lì a ripercorrere, come nella seguenza di un video, il  nostro vissuto e spuntare le opere buone, fatte per meritarci la destra oppure sottolineare le nostre malefatte che ci scaraventeranno a sinistra: riusciranno le spuntature a sopraffare le sottolineature? In un mondo globalizzato e computarizzato chi ormai non ha dimestichezza con face book? Ne abbiamo e ne abbiamo di amici “stimati e cari” in questa rete virtuale. Ma come mai, poi, nella vita reale portiamo il muso a qualcuno? Ai tempi di oggi vorremmo tutti che l’invasione dell’Ucraina finisse in un accordo diplomatico. Se, malauguratamente, finissimo in qualche litigio di sorta noi personalmente, saremmo portati a metterci una pietra sopra e dimenticare tutto…o anche il nostro orecchio diventerebbe da mercante come quello putiniano? Siamo portati spesso a sentenziare che il mondo va male; ma il mondo non comincia da me che scrivo e da te che mi leggi per poi allargarsi lontano lontano nel tempo e nello spazio?

Nel frattempo, guarda caso, l’attuale IO a terrorizzare il genere umano risponde appunto al nome di Putin. Spesso mi trovo a soppesare un’accorata supplica di papa Francesco a riguardo dell’attacco in Ucraina: “In nome di Dio, fermate la Guerra!”. Si è espresso al plurale; non si è indirizzato ad una sola persona; si è rivolto a tanti responsabili ugualmente colpevoli di quei misfatti che ormai vengono addebitati ad un solo “scellerato”. Non sono scellerati anche coloro che fomentano la corsa agli armamenti? Non fu scellerato anche colui che, sfruttando la disintegrazione dell’atomo, ideò la bomba atomica? Non sono scellerati anche quegli sciacalli che si avvalgono dei disastri della guerra e della miseria della gente come fonti di spuderati lucri e  vergognosi guadagni? Non sono scellerati anche i tanti capi di stato che sfruttano situazioni belliche per fini politici?

Nel frattempo pure questa pagina di storia odierna lascerà il tempo che ha trovato senza insegnare niente. Anche questo corso storico troverà un similare ricorso lungo il cammino dei tempi, perché, come dicevano i nostri padri, nihil sub sole novi e quindi l’eredità che pesa sulle nostre spalle di Caino ed Abele dall’Eden dei primordi ce la porteremo addosso fino al giorno in cui si apriranno le porte del Paradiso e suoneranno  le trombe del Giudizio Universale.   

samedi 7 mai 2022

 Pace con Francesco

PApa FRAncesco: PAce FRAtelli, e anche bene, a voi tutti su terra sembra invocare il pontefice  per ogni uomo al mondo, già solo con le prime sillabe del suo nome. Tutti indistintamente pensammo subito alla pace appena il camerlengo pontificio, quel 13/03/2013 (omne trinum est perfectum), annunziò con grade gaudio che “sibi nominem imposuit Franciscum”. E lo ha dimostrato cercando di riportare i passi della Chiesa sul cammino del vangelo; e lo ha messo in pratica andando a stringere la mano ai pastori delle altre Chiese per cercare punti di incontro e di pacifica convivenza; passeggiando solo soletto in Piazza San Pietro, quei primi giorni del covid, confortò la solitudine dell’umanità in sommessa meditazione; e sta strenuamente predicando la pace sopratutto adesso in mezzo allo sconcerto dilaniante degli eccidi in Ucraina.

Alla spada dell’invasione sguainata inconscientemente da Putin non ebbe paura a rintuzzarla con la Croce del Golgota…del perdono e della misericordia; vorrebbe finanche andare a dirglielo in faccia, dall’altra parte di quel lungo tavolo ovale del Cremlino, di fermarsi e di lasciare in pace la povera gente…ci riuscirà? Non ha avuto mezzi termini neanche col Patriarca Kiril: in una diretta via zoom gli ha detto chiaro e tondo che non capisce nulla dei suoi principi religiosi; gli ha fatto capire esplicitamente che i preti non sono i chierici dello Stato e che un Patriarca non può trasformarsi in un chierichetto di Putin.  Nel tira e molla di questa stupida carneficina in piena Europa non ha conceso a nessuno di divenire quel “terzo a godere tra i due litiganti”: ha avuto il diplomatico coraggio  di rinfacciare il fatto suo pure alla Nato, responsabile di aver stuzzicato l’ira del Cremlino abbaiando alle porte della Russia. Se effettivamente non sono dei mastini che si facciano anch’essi il loro bravo esame di coscienza; il papa da parte sua ha saputo mettere il dito nella piaga di ogni responsabile!

In questa mia breve dissertazione ho parlato di pace. Ma in quale cuore questo anelato sentimento ha la sua sede fissa? Naturalmente nel cuore di una mamma di cui oggi celebriamo la festa! Eccovi una  poesia ad hoc che dedico al mondo intero in questa festa delle mamme 2022:

Sorgente di pace

Madre:

fonte di amore,

sorgente di pace!

Che tu non abbia non c’è bellezza

e che ti eguagli non c’è grandezza.

Tanta in te di bontà si raduna

che pure Iddio volle averne una!


lundi 25 avril 2022

        Gli assurdi bellici   

A fine febbraio, allorché l’Ucraina veniva invasa dalla Russia, si levò unanime una voce a condannarla come una guerra assurda ed insensata. E non furono in pochi a ritenere che Putin avesse cominciato a dare i numeri per essere arrivato ad un simile gesto di scelleratezza. Ma un uomo che da segni di demenza è degno di restare a capo di uno stato come se nulla fosse? Ad un mese di distanza da quelle prime cannonate la guerra è ancora in corso, né si sa per quanto tempo ancora seminerà vittime e distruzione; la mediazione diplomatica che dovrebbe risolverla, infatti, sta quasi consigliando a Biden di farsi i fatti di casa sua e che non è opportuno intromettersi in quelli altrui.

Mi sono sempre chiesto fino a che punto ci si possa avvalere del cosiddetto diritto di legittima difesa e, guarda caso, lo ha spiegato un senatore italiano ospite di “mattino cinque”. Grosso modo ha fatto capire che, se qualcuno viene in casa tua e violenta le tue donne o ammazza i tuoi figli, tu puoi difenderti con la forza sì, ma con le armi no; praticamente niente occhio per occhio, ma voltare l’altra guancia per cercare di mettersi d’accordo a tavolino. Intanto perché in Ucraina vengono mandate le armi sì e le forze fisiche no? Non ha forse ragione Zelensky a dire che si manca di coraggio? A quanto pare la diplomazia deve tener conto degli accordi internazionali anche se questi possono essere causa di efferate ecatombi. Forse cado nell’assurdo, ma va a finire che pure le deportazioni e le foibe della seconda guerra mondiale possano essere messe in parallelo alle tragiche vicende di questi giorni; pure allora dovette essserci gente alla finestra, in diplomatica monitorazione,  per condannare solo verbalmente quegli esodi di massa e quei genocidi senza nulla fare per impedirli: fu prudenza diplomatica o mancanza di coraggio anche quel non intervento? In illo tempore fu puntato il dito anche sul silenzio di  papa Pacelli; premesso che la sua fu la scelta del male minore, che ascolto viene dato oggi alle suppliche dell’odierno Bergoglio che parla con il cuore straziato in mano?

È proprio il caso di chiedersi se la storia insegni qualcosa. Nelle sue pagine scritte leggiamo l’avvicendarsi di fatti e misfatti, di progresso e di regresso in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni campo; e leggiamo pure il riaccadere di tristi momenti che restano nella memoria come episodi ignobili da non ripetersi più. Ecco cosa insegna la storia: ad ignorare ora quello che verrà ricordato dopo! Anche questa inconcepibile guerra in Ucraina omai va catalogata in quelle assurde ingiustizie che vengono combattute per lasciar morire la gente innocente…sulle cui tombe mettere un fiore domani! Tanto per non trascurare il bicchiere mezzo pieno, qualcosa di positivo dobbiamo pur concedergliela a questa sconcertante guerra. Ha fatto passare in second’ordine le preoccupanti problematiche della pandemia e poi, in secondo luogo, ha dato un gusto meno amaro alla ciliegina sulla torta offerta dalla Macedonia all’Italia sportiva: dopo esserci abituati a convivere col virus, sembra che stia divenendo normale anche assistere a dei mondiali senza gli azzurri. Una terza nota positiva l’ho riscontrata nei dibattiti televisivi: niente più scazzottate ed animate polemiche, ma solo interventi concordi e condivisi per deplorare la follia di questa guerra o per delucidare le svolte e risvolte del caso; nonché delle “sagge” precauzioni da prendere onde evitare un terzo conflitto mondiale…quasi quasi che le conseguenze economiche di questa belligeranza in Europa non mettessero a rischio il benessere vitale del mondo intero.

A differenza di fb, invece, dove si riscontrano occhiatacce e musi storti a sostenere l’ideologia del Cremlino o della Casa Bianca & friends e viceversa. Sembra che, come nel film con Benigni, la vita è bella pure sotto i bombardamenti nel mentre che anche sul vero scorre il veleno!